CLUB MVB (MiVoglioBene)

Mi domandavo, rispondendo a Sognifero Amico (ERRARE E’ UMANO, 21 novembre 2011), “Come dare Amore certi giorni?”…E forse una domanda ancora più pertinente è: “Come darSI Amore certi giorni?”

…. nulla di nuovo sul piatto se dico che “certi giorni” (o serie di giorni) sono proprio NO! Beato colui che liquida la questione dicendo che “gli girano!” e scaricando senza ritegno i propri umori sugli altri. Un po’ meno beato quello che si fa delle domande. In purgatorio, quello che cerca delle risposte. Dannato colui che ne vuole di universali. Sono fuori moda. In tempi di meccanica quantistica, non si contempla una soluzione univoca a un problema, ma un insieme di soluzioni possibili. Vale per le particelle subatomiche, ma in fondo noi umani non siamo grandi ammassi delle suddette?

Io sono dichiaratamente tra i meno beati…e segretamente iscritta al purgatorio! Ma presto voglio fare outing. Perchè una poco beata mente analitica è impegnativa da gestire, partorisce domande a raffica come una macchina sparapalline, e io questo periodo ho problemi di storage, figurati se nell’armadio posso mettere una marea di palline! No no! Opto per un purgatorio di quattro rispostucce quattro, a tempo determinato e quantisticamente scelte nell’ambito di un intervallo. Da considerarsi probabili, lenitive, modificabili, a volte addirittura occasionali, come il cappotto perfetto per determinata temperatura e particolare occasione…. che me ne faccio se devo andare andare in spiaggia?? 🙂

….ravano da qualche giorno in una fanghiglia di disagio e confusione….dura sentirsi giù e non capire il perchè…..primo tentativo di risposta…..”sono stanca, qualche giorno di stravizi”…..ok, ma quante altre volte è successo senza che ti si incollasse il broncio all’anima?? Tentativo di risposta numero due…non mi sto dando abbastanza da fare…..moolto meglio, l’abbiamo già detto che chi si ferma è perduto!…il fine settimana però rilassati!! E lunedì sbrigati a fare quello che stai dicendo da settimane! Tentativo numero tre: smetti di giudicarti. Oh! Questa ci piace! Stiamo passando alle soluzioni! Perchè analizzare e farsi un’idea è una cosa, giudicarsi è un’altra. Si entra nella zona emozionale e il dato analizzato non è più un dato, ma un generatore di tristezza. O di finta certezza. ACCETTATI! Che non è il grouchomarxiano “prendi un’accetta e datti addosso”, ma VO…oddio l’italiano…VOGLIATI BENE….insomma AMATI, anche quando non sei al top. Spesso lo fanno più le persone che ti stanno intorno che te! Domandarti, in preda alle manie di persecuzione, cosa penseranno di te quando stai giù è un’altra mossa poco utile…che dovranno pensare mai? Magari niente, magari “povera cocca”, magari “che tenera”, magari “che…..NOIA!”…..pensavate che dicevo PALLE eh? Bhe si, qualcuno sicuramente dirà PALLE. Non vi piace? E se anche fosse?? Tutto passa, figurati un “che NOIA/PALLE!” di qualcuno che ti vuole bene…ricordate  tutte le volte che lo avete pensato voi di fidanzati/e, mamme, papi, fratelli/sorelle etc? EPPURE ANCORA LI AMATE CON TUTTO IL CUORE! Tentativo numero quattro (ormai siamo dichiaratamente nel campo delle soluzioni!): fai qualcosa, qualunque cosa (quasi!) che ti dia piacere! Dormire? Dormi! Un libro? Dormirai comunque! Ma se va bene ci guadagna almeno la cultura! Lobotomizzarti davanti ad un film? Scegline uno allegro! Giocare a Linus con la copertina 24ore? Ma prego! Un bagno caldo? Se avete la fortuna (che non ho avuto io) di avere acqua sufficientemente calda, è una coccola-una-tantum che l’ambiente ci perdonerà! E se proprio è troppo impegnativo o siete ecointransigenti, un pediluvio caldo con auto-massaggino annesso può sortire un effetto analogo! Se invece siete abbastanza temerari da sfidare freddo e pioggia (scrivo da Londra lo sapete!) bhe…Cinema. Teatro. Concertino live. Tavolata di amici/che…QUELLO CHE CASPIO VI GARBA DI PIU’! Basta che stiate bene! …o almeno meglio di come vi siete svegliati! E’ possibile! Garantito! Richiesto…ai membri del CLUB MVB!!! Obbligatorio? No. Se per una volta andate a dormire ancora più inc…ati non morirà nessuno! Lunedì però vi voglio combattivi come samurai!! 😉

…come vorreste che vi trattasse la persona che amate di più al mondo? Carta e penna, voglio almeno 2 righe belle piene! Ognuno di noi avrà una sua idea. E pensateci bene…perchè il compito a casa è di trattarvi allo stesso modo! 😉

Io la vorrei: DOLCE, COMPRENSIVA, SIMPATICA, GIOCHERELLONA, AUTOREVOLE (NE’ AUTORITARIA NE’ PERMISSIVA), PRESENTE A SE STESSA…e a me allo stesso tempo, che mi sorprende mentre cucino con un abbraccio o mi guarda innamorata mentre dormo…e poi fa le sue cose e quando arrivo io gli sorge il sole in volto….oooOOOOPS!! mi sono sdoppiata un po’ troppo…..fermiamoci agli stampatelli…per tutto il resto c’è………… 🙂

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ATTENZIONE ATTENZIONE….

…comunicato urgente Amici miei e Lovetellers coi fiocchi! Un trasloco impegnativo e un Topolone superattivo (poi vi spiego…ma qualcuno già avrà capito!!) mi hanno costretto a sospendere momentaneamente le attività. Ma vi assicuro che tutto va avanti a gonfie vele!!! Bramo il ritorno alla tastiera per raccontarvi tante cose nuove che vi piaceranno tantissimo, vi faranno sorridere, riflettere, qualche volta commuovere e soprattutto spero andare avanti con un sorriso in più….crescere? MAGARI!!!!! Vi sto scrivendo da un bar vicino casa…ecco perchè una risposta cumulativa. Ma appena arriva internet a casa nuova, vi prendo uno per uno e vi strapazzo di parole d’amore!!!!

VI AMO! CON TRANQUILLA VEEMENZA! GRAZIE! 🙂

VENI FACENNO, dal ternano “inizia a fare”

Cari Lovetellers IO VOGLIO REALIZZARE IL MIO SOGNO. Lo scelgo ripetutamene ogni volta che penso a ciò che mi va di fare. E a ciò che non mi va. Ebbene si! Anche la negazione a volte aiuta…A tornare con piu’ determinazione all’affermazione! Credo che nella vita le buone idee le abbiano in molti, ma tra questi molti le realizza solo chi ci crede fino in fondo. Ciò implica incontrare le Signore Difficoltà, e trattarle da grandi amiche potrebbe essere produttivo visto che ti fanno tirare fuori le tue risorse più preziose, ti fanno diventare genio, ti rendono sempre più forte. Una cosa stupenda come il mio Sogno si vuole molto bene e non si fa raggiungere al minimo sforzo. Si sente prezioso come un diamante e lo sai i diamanti dove si trovano? Una cosa stupenda ti fa capire che e’ disponibile per te e se capisci questo, ti viene anche un po’ incontro, ma tu devi camminare. Chi si ferma è perduto. Lo diceva uno che ha fatto un sacco di casini. Chi va avanti si ritrova continuamente, dico io. Poi mi vengono in mente le parole di un mio amico, che in quanto a muoversi ne sa qualcosa: “Quando inizi a dare forma a un progetto non puoi pensare di sapere tutto prima. Io di solito faccio, magari sbaglio, magari ci azzecco, comunque imparo”. Io penso che sia uno stile di vita interessante, vita, che in fondo cos’e’ se non camminare? Quindi muoversi! …e mi viene in mente il detto “Veni facenno (dal ternano, vieni facendo, intanto fai) che tante volte mi ha detto mamma vedendomi seduta sul letto incastrata nei pensieri, arrovellata alla ricerca di una soluzione, che spesso arriva proprio quando smetti di pensarci e ti dedichi con amore a una qualche attivita’. Aggiungo anche che e’ importantissimo avere in testa il grande progetto finale, e’ la meraviglia da perseguire che ci fa tenere duro e andare avanti con gioia, voglia ed entusiasmo. Ma qualcosa di grande spesso e’ complesso, e se gia’ sai qual e’ la prossima mossa e’ una gran cosa…tirati su le maniche e inizia a fare! Io oggi, che so qual e’ la prossima mossa, le maniche le porto corte, cosi’ non ho scuse per non darmi da fare. Non fosse altro che per scaldarmi,in questo fine novembre nord europeo. Poi calore porta calore, si ossigena il cervello e le nuvole si dissolvono. Vengo facenno! 🙂

ERRARE E’ UMANO…….

…..capita, a volte senza che ce ne rendiamo conto. Fortunatamente esiste il perdono apposta per casi come questo. Vorrei lasciare fuori il concetto di “colpa”. Mi ricorda “peccato” e noi viviamo fuori dall’ombra di Nicea (vedi “concilio di” 325 d.c.). Preferisco parlare di responsabilita’, soprattutto di responsabilita’ condivise. Perche’ quando succede qualcosa di poco carino solitamente tutte le parti in causa hanno contribuito alla frittata.

Vademecum del perfetto litigante:

  1. Esprimersi in tutta la propria immaturita’ al guinzaglio dell’ego (“forma primordiale dell’Io, così come la si può notare nel bambino, orientato all’autoaffermazione e al potere”), causando una situazione simpatica come un’estrazione dentale.
  2. Provare a spiegare le proprie ragioni al contendente e proporre qualche alternativa di compromesso
  3. Constatare lo svolgimento in corso di un dialogo tra un contadino congolese e un pescatore del Kamchatka, senza licenza elementare, ne parenti in comune. Il linguaggio dei gesti puo’ venire incontro se i concetti sono semplici e se si ha la fortuna di parlare di persona, ma ahime’, la maggior parte dei litigi avvengono oggi sotto la stella della tecnologia e i concetti sono tutt’altro che pochi e biologici.
  4. Sfogarsi quanto piu’ intimamente possible, con un numero assolutamente ristretto di persone, tra cui le piu’ adatte sono quelle che dolcemente ti dicono che “comprendono le tue motivazioni, ma che oggettivamente hai fatto la tua cazz**a e che sicuramente la prossima volta saprai fare di meglio, in quanto persona bella dentro e dotata intellettivamente” 😉  N.B. evitare assolutamente: – confidenti troppo assertivi e concentrati sull’accusatio dell’altra parte in contesa; – dichiarazioni nebulose su facebook, dove sicuramente troverai il conforto di qualcuno che non ha la minima idea di cio’ di cui parli, ma sfodera la spada per te perche’ e’: a) sessualmnte interessato; b) necessita come l’aria della sua dose quotidiana di buonismo da € 1,50 al chilo; c) ha un suo personale rodimento di …fegato (a che altro organo avevate pensato? eh? 🙂 ) e invece di cercare di leggere (anche su facebook, ebbene si!) qualcosa per ritirarsi un po’ su, brama come una iena affamata qualcuno da consolare e con cui piangersi un po’ addosso ed eventualmente lanciare, piangendo per mano, un’invettiva contro I COLPEVOLI!
  5. Piantare 2 grane 2, per non aver ricevuto un incondizionato riconoscimento di ragione assoluta dal vostro saggio confidente, e, se necessario all’equilibrio del sistema, fare un quarto d’oretta di processo interiore per giungere all’immancabile conlusione che nel corso della nostra vita tutti abbiamo fatto qualcosa di poco carino e che cio’ che stiamo stigmatizzando oggi e’ probabilmente qualcosa per cui abbiamo implorato perdono ieri. La corte si aggiorna.…E intanto passa un po’ di tempo durante il quale, se ci rilassiamo un po’, possono accadere tante cose carine che ci dimostrano che la giornata non e’ poi un disastro. E poi le cose carine bendispongono al cambio di prospettive!
  6. Aspettare  un tempo utile a far calmare le acque e andare alla ricerca di una superofferta 7×2 di fiducia che tutto tornera’ a posto in qualche modo…
  7. Se poi quel “qualche modo” sara’ la fine di un’amicizia dovuta al fatto che, partiti male entrambi, uno dei due contendenti e’ entrato in gara con se stesso per sfoderare il peggio, bhe, FIDATEVI DEL VOSTRO INCONSCIO CHE HA CREATO TUTTO QUESTO PER ALLONTANARVI QUESTA TESTA DI ……..RAPA! (tanto per parlare vegetariano!)
  8. Imparare la lezione e non rifarci cavallo….la coda non ce l’abbiamo, i peli sono caduti e ci esprimiamo a parole, non a nitriti! ….Altrimenti siamo nel territorio della perseveranza diabolica e per noi che cerchiamo il paradiso nel qui e ora di questa vita, atteggiarsi da diavoli e’ un po’ contraddittorio!

P.S. La generalizzazione del caso non contiene tutte le varianti individuali dell’esperienza umana. E’ richiesta una creativa e ironica personalizzazione. E soprattutto la voglia di farsi due sane risate!! 🙂

 

SOGNI…AMO

Evidente il gioco di parole tra un esortazione a sognare e una dichiarazione d’amore per i sogni. Perche’ amare i sogni?

Sono uno dei mezzi espressivi dell’inconscio (altri sono la scelta delle parole che usiamo, il linguaggio del corpo e le situazioni a cui andiamo incontro); quindi amare i sogni equivale un po’ a pacificarsi col proprio inconscio, nel quale sono depositate tutte le paure e i preconcetti che di solito ci bloccano e ci limitano senza che razionalmente ce ne rendiamo conto; quindi amare i sogni e’ pacificarci con i nostri limiti. Condicio sine qua non possiamo evolvere piu’ di tanto: se infatti buona parte delle nostre energie viene dispersa per fare guerra ai nostri limiti piuttosto che accettarli con tenerezza, crescere, che gia’ di per se’ costa un po’, diventa un affanno insostenibile.

Un modo per rendere piu’ semplice questa pacificazione e’ pensare i sogni come fedeli informatori che ci tengono aggiornati sullo stato della percezione che abbiamo di noi stessi e del mondo. Quindi buone notizie per chi si spaventa molto dopo un “brutto sogno”. O anche solo per chi se ne porta i rimasugli per buona parte della giornata. Ascoltiamoli i sogni se attirano la nostra attenzione. Anche se a volte ci dicono una verita’ che li ‘ per li’ non ci piace, e’ pur sempre una verita’ che ci illumina la via. E’ di percezione di noi stessi e del mondo che ci parlano piuttosto che di noi stessi e del mondo, e su una percezione si lavora piu facilmente. Se dico “percezione delle cose” suona meno immutabile di “stato di cose”, o no? 😉

Un modo per iniziare da noi a prendere confidenza con questo potente mezzo e’ considerare una delle teorie piu’ accreditate, secondo la quale ogni personaggio del sogno rappresenta una parte di noi. Quindi il dialogo tra i personaggi ci racconta un dialogo tra varie parti di noi. Che si esprimono pero’ attraverso un linguaggio un po’ piu’ simbolico e criptico di quello dello stato di veglia. Ancor piu’ criptico se invece di persone ci sono luoghi o situazioni. Di solito se il sogno rimane vivido il nostro inconscio ci sta mandando il messaggio che qualche parte di noi reclama attenzione. E’ importante rilevare lo stato d’animo con cui assistiamo nel sogno alle scene oniriche. Piu’ e’ calmo, piu’ stiamo assistendo con serenita’ a cio’ che ci accade dentro. Piu’ e’ agitato piu’ cio’ che abbiamo dentro ci sta spaventando. La prima cosa dunque e’ tranquillizzarsi, come in mani amiche! Dopodiche’ provare a decifrare. Se la cosa ci preme particolarmente e non ne veniamo a capo, una chiacchiera con un buon terapeuta puo’ essere illuminante, tipo una sorta di consulenza che ci puo’ aprire, perche’ no?, a un interessante spunto di riflessione da cui partire entusiasti verso nuovi lidi di conoscenza di noi stessi.

Qualcuno di noi puo’ essere interessato allo stesso cammino, ma per vie un po’ piu’ immediate. Ne abbiamo citate almeno altre tre. Le parole che scegliamo per esempio. Osservare il modo in cui parliamo di noi e del mondo e virare le espressioni che usiamo verso una sempre maggiore dolcezza, amorevolezza e fiducia, e’ sicuramente l’esercizio meno impegnativo. Anzi vi diro’ che puo’ essere piuttosto divertente se preso come una sorta di gioco. Si chiama rephrasing, in italiano “riformulazione”. Richiede semplicemente un po’ della solita teatralita’, che ho gia’ citato come amica per imparare della sana autoironia. P.s. la signora autocommiserazione e’ pregata di non sostare nei nostri cuori: implica scarsa fiducia in noi e attribuzione di responsabilita’ all’esterno, conclamata zavorra che rallenta lo spiccare del volo! 😉

Un altro modo e’ lavorare sulla postura e sulle espressioni del volto. Secondo livello di difficolta’.

Per lavorare sulla postura l’ideale sono lo yoga, il thai chi, la ginnastica posturale o semplicemente un buon corpo libero per chi non ha particolari problemi.

Per le espressioni del volto amici, torniamo al divertimento, perche’ anche questo esercizio se preso giocosamente ci fara’ fare qualche risata, perche’ si tratta di guardarsi allo specchio e correggere un po’ le nostre tipiche “facce”: le sopracciglia aggrottate, la bocca all’ingiu’, o troppo protrusa, o troppo rigida in generale, il viso lungo, che intristisce gli occhi, o al contrario occhi spalancati, come una bestia selvatica impaurita che vuole allargare il campo visivo, che tralaltro producono delle antiestetiche linee orizzontali sulla fronte. Dunque partiamo dalla pronuncia della sillaba UA, ben scandita, partendo dalla U col volto contratto il piu’ possible verso il centro, che piano piano si “stira” in una A pronunciata a bocca e occhi spalancati. Tornare alla U dolcemente e ripartire in una sorta di movimento circolare. Questo e’ riscaldamento e decontratturazione dei lineamenti…e gia’ e’ da ridere. 🙂 Dopodiche’ siamo pronti per la reimpostazione della nostra espressione, scegliendo un “layout” rilassato e allegro. Monitorare la situazione ogni ora per evitare che l’occhietto sbarazzino e il sorrisetto rilassato ricrollino immancabilmente verso una faccia da NOOOOOOOOOO! 😉 . Mi prendo la responsabilita’ di reclamizzare l’esercizio come antirughe economico e supernaturale!

Per cio’ che rigurda la terza via, quella delle situazioni che attiriamo, appuntamento a presto per una viva discussione sulla cosiddetta “legge dell’attrazione”.

Io intanto adesso faccio UA, poi mi metto su un bel sorriso e qualche frase amorevole da ripetere mentre cammino, ed esco…. se ci credo veramente dovrei attirarmi sorrisi e amore! 🙂

FIDEIUSSIONE: dal latino “PROMESSA DI FEDE”

FEDE. Una parola mooolto pericolosa da pronunciare di questi tempi. Una parola che necessita “disambiguazione”, operazione ben nota ai wikipediani. Le chiese si fanno portatrici del mistero della fede, ma grazie al loro costante e ardente impegno per rendersi impopolari con un esempio “un pochino” discutibile, direi che le possiamo bocciare e tirare fuori dal discorso. Come se googleassimo [“fede definizione” –chiese – religioni rivelate] cioe’, in googleiano, “cercami tutte le definizioni della parola “fede” ma togli quelle che contengono le parole “chiese” e “religioni rivelate” (se non siete proprio di casa con qualcuno dei concetti espressi, vi invito a una sana, curiosa e appassionata ricerca, testato metodo anti radicali liberi, che tiene giovane il cervello, la pelle e lo sguardo! 🙂 ).

Tra qualche minuto, quando pubblichero’ questo post, vi comparira’anche la mia di definizione! Ve la do in anteprima 😉

Fede secondo Lovetellers: “Costante fiducia nella presenza di un senso delle cose ANCHE QUANDO NON LO COMPRENDIAMO RAZIONALMENTE. Fiducia/certezza in un unico senso delle cose: Amore.”

Lovetellers: “Immagina un mondo in cui ogni cosa che accade, l’accogliamo come un atto d’Amore.”

AmicoDiLovetellers: “Come faccio a considerare un atto d’Amore uno sgarbo fattomi per strada?”

Lovetellers: “La vita ha creato quell’atto per permetterti di reagire amorevolmente, facendo cosi’ del bene a te stesso, producendo Amore piuttosto che rabbia – arrabbiarsi fa male lo sanno tutti!- e all’altra persona, alla quale hai dato il buon esempio –il miglior sistema educativo mai conosciuto!- che se lo vuole cogliere EVVIVAAA! altrimenti…bhe, magari lo registra e se lo vede piu’ tardi!

A questo punto interviene nlla discussione il Bravo Psicologo: “La rabbia repressa fa male quanto la rabbia. Come la mettiamo?”

Lovetellers: “Proviamo a metterla che un’emozione repressa e’ una cosa, un’emozione metabolizzata e’ un’altra.

Bravo Psicologo: “Cosa intendi per emozione metabolizzata?”

Lovetellers: “Bhe, se considero un’emozione che affiora come la voce di una parte di me, la lascio esprimere e discutere civilmente con le altre. Sono sicuro, fiducioso in ognuna di loro, che troveranno un accordo e si riuniranno in un IO integrato, stabile e flessibile allo stesso tempo….Non sono mica i deputati della camera!!!”.

Dunque nel caso dello sgarbo per strada auspichiamo un’amorevole reazione in tempo piu’ reale possible! E’ concessa pero’ una democraticissima (piccola) differita, qualora la pancia volesse dire la sua per sgravare un po’ il fegato ma senza appesantire il cuore. Del tipo: “Ma che C……Caro! tiamomidispiaceperdonamigrazieeeee……SORRIDIII 😀 !!!

BravoPsicologo: “Mhhh, nn sono convinto, ci pensero’ su….”

Amico di Lovetellers: “E con le azioni scellerate dei politici come la mettiamo?”

Lovetellers: “Ti stanno mettendo sul piatto d’argento la possibilita’ di dare vita a un Nuovo Mondo…che non sara’ il paradiso, ma meglio di questo sicuro!”

BravoPsicologo: “E come riesco a impostare un tale dialogo interiore con serenita’?”

Lovetellers: “Esercitando l’arte del dialogo!”

BravoPsicologo: “(con ironia) Ma chi ti credi di essere Socrate?”

Lovetellers: “…Cerco di parlare con gli altri come parlo con Me Stesso, e in genere con Me Stesso cerco di essere gentile e simpatico visto che passiamo cosi’ tanto tempo insieme! E la cosa che piace di piu’ a Me Stesso e’ ridacchiare eccitato pensando con FEDE che l’universo sta tramando per ricoprirci di benedizioni e la vita ci ama pazzamente, anche se a volte lo fa in segreto! 😉 ”

BravoPsicologo: “E quando qualcosa va storto?”

Lovetellers: “Di questo ne parliamo in seguito in “Sogni….Amo” e “Vieni facendo…un po’ di decluttering!”.

p.s. chiedo scusa in anticipo della scelta “sessisticamente scorretta” dell’uso del maschile…sara’ che in questi giorni sono alla ricerca di pace col mio di maschile!! 🙂

Eppur si scrive

Viaggi, incontri, rocamboleschi tetris di appuntamenti per vivere al massimo le situazioni. Eppur si scrive. Perche’ la voglia di condividere e’ piu’ forte del tempo. E ti mette le ali ai piedi per volare dal tuo computer se sei vicino casa. O si munisce di una spada chiamata smartphone per vincere ovunque! 🙂

Oggi Lovetellers e’ stato definito così: divulgazione di introspezioni volte a migliorare il modo in cui percepiamo il nostro  “stato di salute”. Che in parole povere e’ sentirsi sempre meglio. Sentirsi bene. E sentircisi costantemente. “Amo e accetto me stesso così come sono” dice Roberta. Ecco, questo è percepirsi in salute. Sentirsi bene anche se qualcuno dei parametri di riferimento non sta proprio a dieci! Ne sa qualcosa Mamma, che dice sempre che ” se non hai un motivo serio per dire che stai male, allora stai bene!”. Ne sa qualcosa papà, che ogni ora viene interrogato sul suo stato di salute con l’obbligo di rispondere, convinto e rapido, “BENE!” 🙂 Beate donne! E fantastici uomini che quando stanno dietro a questi fenomeni sono dei supereroi!!!

E dunque cara Robi io mi regalo una sferzata di energia ripetendomi che “mi amo e mi accetto così come sono”. E come vi raccontavo su un post precedente, lo farò davanti allo specchio, teatralmente immedesimata in questa dichiarazione d’amore verso me stessa. Una risata me la faccio sicuro. E sicuro la vibrazione di quelle parole risuonerà per un po’, benefica, balsamica e protettiva, durante il viaggio in tram che mi aspetta sotto la pioggia di Roma!